Considerato uno dei piu' antichi di Sicilia, le sue origini risalgano al periodo medievale quando i baroni feudali concedevano ai loro sudditi, nei giorni che precedevano la Quaresima, la possibilita' di cantare e di divertirsi in un'atmosfera di breve liberta'. Attualmente questa festa rappresenta l'appuntamento annuale piu' importante per tutta la popolazione di ogni eta' e condizione sociale. Si inventano maschere grottesche e allegoriche, si ci cimenta in una satira sottile e bonaria dei costumi, delle vicende politiche amministrative locali e nazionali. Le creature caricaturali sono realizzate in cartapesta, una tecnica costruttiva che richiede un lungo lavoro essendo realizzate attraverso l'utilizzo del "carta e colla", modellati e ideati dai maestri artigiani locali. Questo mestiere, negli ultimi anni, ha coinvolto molti giovani che si cimentano in questa antica arte, producendo dei veri e propri capolavori, con carri di dimensioni molto grandi, che sfilano per la citta' con i gruppi in maschera, o in piccole dimensioni, miniature che vengono esposte nella Galleria d'arte di via Maestranza. Allo spettacolo dei carri facevano da cornice i Veglioni, dove la gente ballava ascoltando musica dal vivo, eseguita da complessi, sfidando a volte l'inclemenza del tempo, mentre "maestri" del divertimento come Don Ciccio Pastasciutta e Turi Rizza, con i loro travestimenti e i loro carretti davano spettacolo per le vie del paese. Il carnevale si svolge, generalmente, nel mese di febbraio. Si articola in due domeniche, tradizionalmente chiamate "sdiruminica ranni" e "sdirruminica nica" e nel martedi grasso, ultima giornata di festa prima dell'inizio della Quaresima. Tra le due domeniche, il giovedi grasso, caratterizzato dalla sfilata dei bambini in maschera, manifestazione curata dalle insegnanti delle scuole materna ed elementare. I carri che partecipano alla sfilata sono iscritti ad un concorso a premi bandito dal comune, che premia al termine del Carnevale, i migliori manufatti e la piu' caratteristica maschera buffa con il premio intitolato a "Turi Rizza", uno dei vecchi rappresentanti della satira palazzolese, e a "Francesco Caldarella", artista che per anni ha realizzato carri allegorici. Fra canti, balli, satira e divertimenti non mancano le sagre culinarie della salsiccia, dei cavati, dei crostini, e dei dolci, come i cannoli di ricotta.